Grida silenziose
LA CUCINA
La cucina dopo di lui è
il disordine che lui odia,
il disordine per cui mi colpisce,
il disordine che vedo in lui,
il disordine della mia mente
che lui ha creato.
Devo fuggire e non posso,
voglio fuggire e non posso,
non so perchè
e resto a piangere in cucina e
a riordinare per il suo ritorno.
Marina P. (Italia)
NEL PAESE STRANIERO
Per amore l’ho seguito,
veniva da un villaggio.
Io ero di città,
giravo senza velo.
Mi portò in un paese straniero
dove volevo essere una donna come tante,
ma non potevo.
Parlavo e capivo tre lingue,
ma scrivevo solo in arabo.
Avrei imparato, sarei tornata a scuola
se lui mi avesse amata.
Il Corano non permette alcool,
ma a lui non importava.
Beveva e mi picchiava.
Sono fuggita via con due bambine,
nate nel paese straniero,
ho pulito la sporcizia degli altri
per pochi soldi neri.
Poi mi hanno rimandata indietro
con le mie figlie.
Non ho ancora capito il perchè.
Lui ci ha dimenticate,
non so se sia un bene o un male.
Ho lasciato le bambine con i nonni,
sono tornata nel paese straniero.
Lavoro ancora lì per farle tornare con me,
per essere una donna come tante,
perchè anche le mie figlie
diventino due donne come tante.
Fatma H. (Marocco-Italia)